Depressione post-partum: come la affrontiamo?
01/12/2016
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a cura della Dott.ssa Lorenza Furlan, psicologa psicoterapeuta

Per prima cosa è bene dire che vi sono una serie di sintomi, spesso sottovalutati, che possono metterci in allarme sullo stato di salute della neo-mamma. Prendiamo in considerazione alcuni dei segnali più importanti (con la raccomandazione mai superficiale di non ricorrere all'auto-diagnosi e avvalersi del parere di un esperto).

 

  • Cattivo umore, tristezza, ansia, irritabilità, sentimenti di inutilità e immotivata voglia di piangere, 
  • mancanza di energia e interesse nelle attività
  • appetito irregolare e disturbi del sonno
  • preoccupazioni esagerate sulla salute (propria e del bambino)
  • pensieri confusi, eloquio accelerato o rallentato, disperazione, pensieri su morte e suicidio
  • sentirsi inadeguate nella cura del bambino, percepito come un peso verso il quale si fatica a provare emozioni

Sintomi simili a quelli descritti possono comparire entro i primi sei mesi dal parto ma non sono necessariamente indicativi di una depressione post-partum. Questo perché alcune donne possono attraversare cambiamenti anche molto significativi come naturale adattamento alla nascita di un figlio: può trattarsi di cambiamenti somatici, cognitivi, affettivi.

 

A volte la depressione post-partum rischia di essere confusa con altre due condizioni:

  • baby blues 
  • psicosi puerperale

la prima abbastanza comune e la seconda invece più rara e grave.

 

Cosa fare se non ci sentiamo bene?

Molte mamme in difficoltà non chiedono aiuto e non si rivolgono subito a dei professionisti. Spesso è la mancanza di informazioni utili sulla depressione post-partum oppure la vergogna per il sentirsi "infelici" in una situazione nella quale crediamo tutti "debbano" sentirsi e mostrarsi gioiosi.

Mantenere nascosta la difficoltà invece che affrontarla subito può portare nel tempo a conseguenze anche gravi: per la salute del bambino, per la relazione madre-bambino e per la salute della coppia genitoriale.

Se abbiamo dei dubbi sulle nostre condizioni di salute è bene parlarne con qualcuno, uno psicologo o uno psicoterapeuta che possa darci un quadro affidabile della situazione, per capire se e come intervenire.

Per qualsiasi dubbio, per avere anche un semplice consiglio o saperne di più scrivimi attraverso la nostra pagina contatti o
telefonami al numero 333 - 23 47 294 (Dott.ssa Lorenza Furlan).

Bambino che afferra  il dito di mamma

La Baby Blues è una condizione molto comune che si riscontra nei primi giorni dopo il parto (dai 3 ai 10 giorni). La neomamma è colta da  tristezza, tendenza al pianto, irritabilità, ansia e sbalzi d’umore. I sintomi tendono a scomparire spontaneamente e sono per lo più dovuti alle variazioni ormonali ed allo stress psico-fisico (travaglio, parto, eventuali complicanze fisiche). Esiste la possibilità che questi sintomi tuttavia persistano evolvendosi in una depressione post-partum.

La psicosi puerperale è un fenomeno fortunatamente molto raro: si parla di una neo-mamma su mille. La sintomatologia è molto più severa, comprendendo esaltazione maniacale, deliri e allucinazioni (soprattutto riguardanti il bambino), improvvisi episodi depressivi, comportamento estremamente disorganizzato e confuso con elevata agitazione. Può manifestarsi entro le prime sei settimane successive al parto ed è più frequente nelle donne con precedenti episodi personali o familiari di psicosi e disturbi simili. Vista la gravità di questa condizione, per il rischio di nuocere a se stesse e al bambino è necessario il ricovero ospedaliero con trattamento farmacologico.

 

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