Cos’è la discalculia?
28/03/2022
0

Che difficile la matematica!

“la matematica non fa per me, sono negato!”
“se fosse per me eliminerei la matematica dall'orario scolastico!”
“ogni volta che devo fare una verifica di matematica mi sale un gran mal di pancia...”
“nessuno capisce che gli esercizi di matematica sono troppo difficili per me!”

Forse queste sono frasi che voi genitori avete già sentito dire dal vostro bambino se lui si trova a vivere delle difficoltà matematiche. Probabilmente vi sarete chiesti come mai questo capita e se c' è un modo per aiutare vostro figlio.

Nella vita scolastica di un bambino può capitare di incontrare difficoltà nell'ambito della matematica. Talvolta queste difficoltà si possono risolvere con un maggiore studio ed esercizio e seguendo le indicazioni delle insegnanti. In questo caso le difficoltà si risolvono in breve tempo.

 

E se fosse discalculia?

Se permangono nel tempo, è possibile che siano il campanello d'allarme di un problema che ha a che fare proprio con la matematica o con alcuni aspetti di essa.

Si potrebbe infatti trattare di discalculia, un disturbo specifico dell'apprendimento della matematica che si manifesta nei primi anni della scuola primaria in bambini con intelligenza normale. La discalculia può essere diagnosticata da uno specialista a partire dalla fine della terza elementare.

La discalculia non si riferisce ad una difficoltà che coinvolge in modo generico tutta la matematica, ma solo ad alcune abilità di base come: l'elaborazione del numero (saper leggere e scrivere correttamente un numero, capire quale è il numero maggiore tra due o più,...) o le procedure di calcolo (come il calcolo scritto e il calcolo a mente).

Questo disturbo non è dovuto alla distrazione o allo scarso impegno del bambino ma a effettive difficoltà nell'ambito matematico che, se non capite, possono portare il bambino ad evitare di impegnarsi o a “gettare la spugna”. Spesso i bambini con discalculia vivono emozioni intense come ansia e paura sia a scuola nelle ore di matematica sia a casa quando devono affrontare i compiti di questa materia.

 

Come intervenire?

Quando un genitore o un insegnante sospetta delle difficoltà specifiche nella matematica, può chiedere di effettuare unavalutazione psicologica e degli apprendimenti attraverso strumenti come colloqui e test specifici per la problematica e per l'età del bambino. Tale valutazione solitamente è condotta da uno psicologo appositamente formato sull'argomento.

Successivamente, se lo psicologo lo ritiene, potrà proporre un percorso di recupero o di potenziamento delle abilità carenti personalizzato in base al profilo del bambino. In questo modo il bambino potrà essere aiutato a recuperare eventuali carenze, rinforzare le abilità in cui ha difficoltà e vivere più serenamente le ore di matematica a scuola e i compiti a casa.

Spesso lo psicologo dà anche indicazioni agli insegnanti e ai genitori su come gestire le difficoltà e può consigliare l'utilizzo di strumenti per facilitare l'apprendimento e lo svolgimento di compiti matematici come: la calcolatrice, la tavola pitagorica, la linea dei numeri.

Lo psicologo lavorerà inoltre a livello emotivo-motivazionale, vale a dire cercherà di promuovere un atteggiamento il più possibile positivo verso la matematica e una maggiore motivazione (“se mi applico riesco”), cercherà infine parallelamente di ridurre l'ansia per la matematica.

Il risultato di tutto ciò sarà sicuramente un maggior livello di benessere e il sentire “ce la posso fare!” da parte del bambino.

Dott.ssa Sefora Antonello