La dipendenza affettiva
11/04/2022
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Nella quotidianità quando ci rapportiamo con il partner siamo portati a utilizzare determinate frasi come: “ho bisogno di te”, “non posso vivere senza di te”. Ma cosa si cela dietro a queste espressioni?

Per capire maggiormente possiamo prendere spunto da un testo di Ovidio (Amores, 19-24 a.C.) :

“Lottano tra loro e tirano il mio debole cuore in opposte direzioni l’amore e l’odio ma (penso) vince l’amore. Ti odierò se potrò; altrimenti, ti amerò controvoglia: anche il toro non ama il giogo che porta, eppure porta il giogo che odia. Fuggo dalla tua infedeltà, ma mi riporta indietro la tua bellezza; detesto la tua condotta colpevole, ma amo il tuo corpo. Così non riesco a vivere ne’ con te ne’ senza di te.”

Questo testo fa capire un tipo di amore “non sano” - ti odio ma allo stesso tempo non posso fare a meno di te - nello specifico questo amore viene chiamato: dipendenza affettiva.

 

Che cos'è la dipendenza affettiva?

Secondo Guerreschi (2011), la dipendenza affettiva può essere considerata una condizione psicologica nella nostra epoca, in quanto sono entrati in crisi alcuni valori come il rispetto e la condivisione, nonchè le istituzioni relazionali come la coppia e la famiglia che sostenevano la nostra identità.

Si sviluppa quindi una relazione simbiotica nella quale l’individuo ha l’illusione che l’altro lo protegga dal resto del mondo e riesca a prendersi cura di lui.

La Dipendenza Affettiva, o Love Addiction, è una forma di amore ossessiva, simbiotica e fusionale per la quale vengono sacrificate qualsiasi forma evolutiva di cambiamento e qualsiasi altra forma di gratificazione.

E’ una relazione di coppia in cui uno dei due partner dona l’amore senza ricevere nulla - un amore a senso unico.

Diventa patologica quando il partner dipendente arriva a negare i propri bisogni pur di non perdere il partner, rinunciando a quello che è il suo spazio vitale.

Nello specifico la Dipendenza Affettiva può essere quindi considerata come un disturbo a sé, tenendo conto che:

  • La psicopatologia è insita nella relazione amorosa, è un disturbo relazionale della coppia;

  • È un disturbo del «qui e ora», non direttamente riconducibile a eventi traumatici infantili


Non esistono uomini o donne che amano troppo o troppo poco, ma relazioni che non funzionano (Secci, 2014).

Sei dipendente ma di che tipo?

Ad oggi esistono quattro forme dipendenti:

  1. LA FORMA PASSIVO-DIPENDENTE: Ricerca obbligata di una figura esterna di cui il dipendente affettivo ha bisogno per il proprio equilibrio. L’altro diventa fondamentale per sedare l’angoscia, mantenere l’autostima, garantire coesione interna.

  2. LA FORMA CODIPENDENTE: La persona codipendente si lega a qualcuno che si trova in uno stato di bisogno e che necessita di essere aiutato.

  3. FORMA AGGRESSIVO-DIPENDENTE: L’atteggiamento rancoroso, rabbioso e persecutorio diventa uno stile primario e viene riproposto in modo costante nelle relazioni attuali come in quelle passate.

  4. FORMA CONTRODIPENDENTE: La vergogna congela le altre emozioni, per cui il controdipendente non in grado di provare empatia nei confronti degli altri e appare cinico e ostile.

Qual è l’aiuto che si può offrire?

L’aiuto che si può offrire dipende molto dal livello di sofferenza del partner determinata dalla relazione.

Generalmente l’approccio utilizzato è la psicoterapia cognitiva- comportamentale che lavora sia sul comportamento facendo riprendere le normali attività che sui pensieri disfunzionali, cioè aiuta le persone a evidenziarli, analizzarli e a modificarli.

In alcuni casi estremi, si associa un trattamento farmacologico in quanto la dipendenza affettiva è a tutti gli effetti una “dipendenza”.