I disturbi del sonno nel bambino
02/05/2022
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L’epoca attuale è ipertecnologica, perciò spesso e volentieri siamo costretti a fare i conti con una vita frenetica, la quale, giorno per giorno, ci sottopone ad una pressione continua.

Il telefono squilla incessantemente tutta la giornata, le email si accumulano così come i pensieri: ci sono i figli da accudire, la casa da sistemare e il tempo per poter dormire spesso viene ridotto nel cercare di far fronte a tutti questi impegni. Si inizia a riposare male e l’insonnia fa capolino nella nostra vita.

I disturbi del sonno non interessano solo gli adulti ma prendono in causa anche i bambini e gli adolescenti.

Il sonno nella prima infanzia rappresenta un aspetto importante dell’accudimento e della cura dei bimbi, inoltre ha grande importanza anche per i genitori, sia come fonte di rassicurazione e soddisfazione sia come fonte di preoccupazione, nel caso in cui emergesse qualsiasi problema in questo ambito.

Le regolazione degli stati mentali di sonno e veglia nei primi 3 anni di vita del bambino dipendono dal sistema del care-giving, in quanto, le transizioni tra sonno e veglia dei piccoli si connettono a meccanismi come la fame, il dolore, la temperatura, rumore ma anche a processi emotivi, sociali e affettivi come ad esempio la separazione dalla mamma (o da chi si prende cura del bimbo), rassicurazione, riunione, conforto.

Nei primissimi mesi di vita del neonato la mamma che, in base ai bisogni fisiologici o desideri del piccolo, gli spegne la luce, attenua i rumori nella stanza, lo alimenta, prima di coricarlo nel suo lettino, aiuta il bimbo a sviluppare meccanismi autoregolativi in risposta ai suoi segnali interni biologici.

Ciò rappresenta un compito decisamente complesso per il genitore perché la regolazione dei cicli sonno-veglia e anche la loro organizzazione temporale include alcuni elementi del temperamento infantile (irritabilità, capacità di calmarsi da solo ad esempio) e i bambini presentano differenze individuali in risposta agli stimoli ambientali e interni.

Negli ultimi mesi del primo anno di vita del piccolo, la mamma assume un ruolo cosiddetto di “base sicura”, (concetto secondo cui la mamma permette al piccolo la libertà necessaria di avanzare lontano da lei per conoscere la realtà circostante e al tempo stesso gli fornisce un appoggio e un conforto sicuro cui fare ritorno nel caso in cui incontri probabili ostacoli) e l’andare a dormire attiva il sistema diadico di attaccamento perché quel momento rappresenta una sorta di separazione sia per la mamma che per il bimbo e i risvegli notturni possono in qualche modo costituire un’opportunità di conforto, riunione, e rassicurazione.

 

Durante il primo periodo di crescita del bimbo, i fenomeni transazionali (es: un pupazzo di peluche morbido, il bordo di una copertina, un pezzo di stoffa particolarmente soffice) sono decisamente utili in quanto servono al bambino per riuscire a mantenere un contatto con la propria madre e assumono importanza rilevante soprattutto al momento di andare a dormire, situazione che si concretizza in una vera e proprio separazione.

I problemi del sonno nei bimbi possono in qualche modo essere definiti come difficoltà:

  • nel cominciare il sonno (ad esempio quando il bimbo viene messo a letto)

  • nel continuare a dormire (il bimbo può svegliarsi spesso la notte e può faticare a riaddormentarsi)

  • problemi misti (il piccolo ha difficoltà sia ad addormentarsi sia a dormire sereno senza aver risvegli notturni).

Altre variabili importanti da tenere in considerazione sono che spesso i bambini possono manifestare anche un’eccessiva sonnolenza, disfunzioni legate a determinati stati del sonno e della veglia (terrori notturni) oppure delle grosse difficoltà a sviluppare dei ritmi sonno-veglia regolari e prevedibili.

 

Tutte queste difficoltà rappresentano la causa principale della preoccupazione dei genitori e delle loro richieste di aiuto a pediatri e specialisti.

In linea generale è possibile affermare, grazie ad alcune ricerche e studi, che nella valutazione diagnostica dei disturbi del sonno del bambino è necessario porre attenzione su molti fattori che in qualche modo possono contribuire alla regolazione dei cicli sonno-veglia. Sebbene infatti un disturbo del sonno si presenta come un problema del bimbo, generalmente esso comprende problemi familiari e difficoltà nella relazione tra il piccolo e chi si prende cura di lui. La relazione genitore-figlio influenzano lo sviluppo psicologico e anche interpersonale, quindi nella relazione con le altre persone.

Un'ulteriore considerazione da tener presente è che anche le esperienze interattive passate dei genitori con le proprie madri, ad esempio, possono condizionare i modelli di regolazione evolutivi, quindi la storia relazionale dei proprio genitori è una parte essenziale da prendere in considerazione per meglio comprendere e possibilmente alleviare le difficoltà del sonno dei nostri bambini.

La redazione