Scelta e decisione
09/05/2022
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«Non sono soddisfatto del lavoro che sto facendo, mi piacerebbe dare una svolta alla mia vita professionale, faccio bene? Faccio male?»

«Frequento la quinta superiore e non ho

la più pallida idea di quale possa essere l’università giusta per me»

 

Ogni giorno la vita quotidiana ci mette davanti a interrogativi simili a questi, ad alternative dove siamo chiamati a compiere delle scelte e decisioni. Spesso risultano improvvisate e/o sbagliate oppure imperfette.

Gli psicologi considerano il processo di presa di decisione come un'attività decisamente complessa, anche per il forte peso emotivo dovuto alla presenza di valori e fattori conflittuali fra le varie alternative che ci si manifestano. Molti professionisti del settore utilizzano i termini “decisione” e “scelta” come sinonimi, altri invece, fanno notare che in realtà sono concetti differenti:

  • le scelte rappresentano la presa di posizione di fronte alle comuni alternative offerte dalla vita
  • le decisioni si riferirebbero maggiormente a situazioni più problematiche ed impegnative.

Che decisioni prendi?

Molti ricercatori hanno constatato che le persone prendono decisioni nei modi più diversi e disparati, individuando sino a otto diverse categorie di decisioni:

  • impulsiva: la persona predilige la prima alternativa che le sembra più adatta;
  • fatalista: la persona affida la sua sorte agli eventi esterni;
  • subita: operata da terze persone e supportata dal soggetto stesso;
  • procrastinata: la decisione viene rimandata costantemente oltre il tempo utile stabilito;
  • agonizzata: la decisione è preceduta da una raccolta quasi ossessiva di informazioni di difficile utilizzazione
  • pianificata: la persona utilizza la strategia razionale
  • intuitiva: la persona prende la decisione senza sostegno di motivazioni razionali ma solamente in base ad una sensazione globale
  • paralizzata: la persona sceglie in modo responsabile, ma questa scelta è accompagnata da uno stato di ansia durante l’esecuzione stessa.

Quindi le decisioni per essere il più autentiche possibili, autonome, libere e responsabili tendono a confrontare le situazioni complesse e problematiche non con l’immaturità, gli impulsi e il condizionamento preesistente ma con un chiaro “progetto di sé” in continuo divenire: rappresenta una reazione profonda, creatrice e protesa verso un futuro.

Come avviene la decisione?

L’avvio di una decisione avviene in diverse maniere e coinvolge problemi quali lo studio, il lavoro, il matrimonio, la professione, la concezione della vita, la religione, la cultura, la politica etc.

Di seguito vi presenteremo un modello molto semplice da poter utilizzare. Esso è stato pensato e ideato da John D. Krumboltz, noto professore emerito di educazione e psicologia a Stanford.

Lo schema si compone di otto fasi:

  1. definire sia il problema che le finalità del soggetto stesso (esplorare i problemi nel quale si vuol prendere la decisone, stabilire i fini);
  2. elaborare un piano (avanzare un ipotesi su come il problema può essere risolto, stabilire il giusto tempo per ogni fase, il termine massimo per la soluzione e anche la decisione);
  3. identificare una serie di alternative (raccogliere più informazioni possibili sulle varie alternative, opzioni, esaminare le ragioni che in qualche modo giustificano la scelta o il rifiuto di ogni alternativa, elencare alternative e opzioni)
  4. autoaccertamento (accertare le dimensioni e la capacità di personalità per capire se è adatta al piano, chiarire i valori, elencare priorità e bisogni)
  5. prevedere gli esiti (è necessario considerare le eventuali conseguenze positive o negative che siano)
  6. eliminare le alternative non adatte (confrontare costi e benefici ad esempio)
  7.  passare alla realizzazione (orientarsi verso la scelta che si ritiene più giusta, elaborare piani e potenziare la decisione presa)
  8. estendere le decisioni a nuove situazioni.

E' inoltre  importante ricordare che prendere decisioni, nel caso in cui si stesse vivendo una situazione di forte stress, non è una scelta saggia.

 

È necessario ricavarsi del tempo per riflettere, valutare i pro e contro, anche prendendo spunto dallo schema sopra riportato e capire qual è la decisione migliore per noi in quel momento, evitando tuttavia di cadere nella procrastinazione.

Procrastinare significa rinviare costantemente la scelta a discapito del raggiungimento del proprio obiettivo a lungo termine. Un esempio potrebbe essere quello di non informarsi sulle varie scelte universitarie e trascorrere il proprio tempo facendo tutt’altro, guardando serie TV su Netflix.

La redazione