La rabbia nei bambini
21/06/2022
0

Chi è genitore può capire molto bene l’emozione che prova il proprio figlio durante una situazione di difficoltà poiché esso può reagire arrabbiandosi come ad esempio tirando pugni, calci o urlando.

Infatti, il compito importante degli adulti, è quello di insegnare ai bambini come gestire le loro emozioni, in maniera adeguata, durante le situazioni diverse che si presentano nella loro vita.

La maggior parte delle volte i bambini si relazionano con le emozioni della gioia, della spensieratezza ed il gioco ma sperimentano anche momenti di tristezza caratterizzati da pianti, chiusura, paura, timore e blocchi. Ed infine, anche loro, sperimentano la rabbia che è un’emozione forte che può far perdere il controllo, far male a sé o agli altri o a oggetti.

Per i genitori vedere e affrontare la rabbia dei loro figli può essere molto difficile perché allo stesso tempo possono sentirsi spaventati, bloccati e molto spesso rispondere a loro volta con la rabbia nei loro confronti.

 

Che cos'è la rabbia?

La rabbia, come visto in precedenza, è un’emozione naturale che colpisce tutti, grandi e piccoli addirittura anche ai neonati, infatti essi la esprimono attraverso urla, capricci, pianti e comportamenti aggressivi sia verso sé stessi che negli altri.

La rabbia se gestita in maniera adeguata non è negativa.

Il livello di tensione e attivazione è così alto che i bambini possono sentire il bisogno eccessivo e incontrollato di scaricarla verbalmente e fisicamente. Motivo per cui molto spesso sentiamo loro utilizzare le parolacce o manifestare dei comportamenti aggressivi come il mordere, il picchiare e il gridare. Essi stanno esprimendo in quel momento che sono fuori controllo.

Molto spesso i bambini rappresentano la loro rabbia attraverso disegni e giochi.

I motivi per cui i bambini si arrabbiano possono essere molteplici, vediamone alcuni:

  • Quando c’è una frustrazione di un piacere anticipato, ad esempio il bambino si aspetta di ricevere una gratifica ma questa non avviene come la sconfitta della propria squadra o il non riuscire ad afferrare un gioco.

  • La vergogna, quando il bambino si sente in difetto come l’essere scoperto e preso in giro.

  • La rabbia come risposta nel difendersi da chi pensa male di lui/lei.

  • L’educazione del bambino quando riceve troppi “NO” ad esempio: “Non fare questo…” “Non ora…” “Fermo” questo può comportare nel bambino la tendenza a sviluppare stati di insicurezza, di non essere capiti, apprezzati e soprattutto privati del divertimento e della libertà.

  • L’isolamento e la solitudine sono dei fattori che non permettono al bambino di poter interagire con tranquillità e serenità.

Quindi la rabbia è causata da aspettative non corrisposte o sensazioni di insicurezza o malessere.

 

Come si attiva nei bambini?

Quando un bambino si arrabbia, ma questo vale anche per l’adulto, c’è una sovrastimolazione corporea, per cui tutto il corpo è in allarme. Ovviamente questa situazione non permette all’individuo di pensare, di controllarsi e di capire la gravità delle conseguenze su di sé e sugli altri.

L’individuo avverte una sensazione di pericolo, per cui il cervello e il corpo si allertano e attivano i comportamenti aggressivi.

Questo meccanismo di attivazione viene utilizzato sia dall’uomo che dagli animali quando si trovano difronte a un pericolo o per difendersi o per attaccare, in quanto è rapido e permette di reagire velocemente.

Infatti quando si manifesta la rabbia è come se stessimo vivendo una situazione di pericolo, anche se non è presente nessuna minaccia! Per questo è importante che i bambini imparino, durante la loro crescita, le esperienze e l’aiuto delle figure di riferimento quali genitori, insegnanti a gestirla.

I bambini fin da piccoli, grazie alle figure di riferimento, imparano a regolare lo stress e il soddisfacimento dei loro bisogni. Infatti essi riescono a tranquillizzarli contenendoli fisicamente con un abbraccio, consolandoli oppure attraverso l’ascolto.

Ma quando il bambino non riesce a trovare conforto nelle figure di riferimento subentra la paura, il bambino non si sente più al sicuro e non riesce a calmarsi. Ed è proprio in questo momento che si presenta una rabbia molto intensa e il bambino prova una forte difficoltà nel gestire la situazione di pericolo.

È molto importante che le figure di riferimento siano presenti, lo rassicurino e gli insegnino fin da piccolo le strategie per affrontare e gestire la rabbia.

 

Situazioni da evitare...

Molto spesso quando un bambino si arrabbia e manifesta dei comportamenti aggressivi verso sé stessi o gli altri si ha la tendenza a punirli. In realtà non ci stiamo accorgendo che il bambino sta vivendo una situazione di pericolo e per questo motivo reagisce con l’aggressività perché, appunto, si sente in pericolo. Poi, bisogna tenere in considerazione che il bambino non è ancora in grado di gestire le emozioni e i pensieri di fronte a una tale situazione.

Il genitore che punisce il bambino piuttosto di calmarlo, fomenta in lui la sensazione profonda di non essere in sicurezza.

Gli adulti, in alcuni casi, rispondo alla rabbia dei figli con altra rabbia, perché sentono di voler prevalere. Questo porta ad un’escalation di aggressività, all’innalzamento reciproco dello stato di allarme e ad una gara a chi grida più forte, in cui nessuno vince. Per lo più si dà ai figli un cattivo esempio rispetto alla risoluzione dei conflitti.

Anche affrontare la rabbia dei bambini dicendogli di calmarsi può essere poco utile. Infatti, non riescono a farlo poiché sono sopraffatti dalle emozioni.

 

Come affrontare la rabbia nei bambini

Quando vediamo che i bambini esprimono frequentemente la rabbia con grandi manifestazioni verbali come parolacce, o corporee come far del male a sé stesso è importante che gli adulti gli aiutano a regolare gli impulsi cercando di calmarli e di contenerli sia fisicamente che verbalmente.

Ecco alcuni consigli per affrontare la rabbia nei bambini:

  • Riconoscere e sintonizzarsi con l’intensità delle emozioni. Rispondere con un’espressione del viso e un tono di voce che mostrino che si comprende la forza dell’emozione di rabbia dei figli, cercando di entrare in empatia con l’emozione che sta vivendo. Ad esempio si può dire, con tono calmo e fermo: “Capisco che sei molto arrabbiato perché non hai avuto la caramella”.

  • Convalidare l’esperienza, il modo in cui sperimentano un evento. È importante che i bambini si sentano accettati, riconosciuti e che i genitori siano in sintonia con loro. Inoltre è importante aiutarli a stabilire un collegamento tra emozioni e parole poiché in quel momento loro non riescono. E questo riconoscimento gli aiuta a non sentire solo il dolore ma anche altre sensazioni. Ad esempio si può dire: “Quando Andrea ti ha chiamato stupido ti sei sentito molto attaccato, vero? Deve farti proprio male.”

  • Contenere i bambini e le loro emozioni. Riuscire a mantenere la calma ed essere forti allo stesso tempo, quando i figli quando sono turbolenti, difficilmente contenibili, aggressivi e respingenti, non è una cosa molto facile da fare per questo è importante il contenimento fisico e verbale che va oltre le loro facoltà di elaborare la sofferenza e offre quei confini che cercano. In questi casi può essere utile prendere in braccio i bambini e esprimere la propria presenza solidale e protettiva.

  • Calmare. Si può raggiungere la calma se i genitori hanno un tono morbido e un tocco gentile, aiutano a abbassare il livello di rabbia dei bambini. Il contatto fisico fa sentire loro protetti e sicuri.

Consiglio: se come genitori vi sentite preoccupati di non riuscire a gestire la rabbia dei vostri figli, può essere d’aiuto chiedere una consulenza genitoriale rivolgendosi ad uno psicologo psicoterapeuta. Si lavorerà insieme per capire i figli e avere degli strumenti utili per affrontare tali situazioni. Inoltre sarà possibile lavorare con i bambini affinché riescano a esprimere in maniera adeguata le loro emozioni.

La redazione