Cos’è la Pet Therapy?
02/08/2022
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La pet therapy è una terapia che viene utilizzata nei bambini o nelle persone che presentano dei problemi di salute o di disturbo mentale. L’aspetto significativo di questa terapia è che si basa sulla relazione tra l’individuo e l’animale che grazie ad esso riesce a sviluppare un miglioramento sia dal punto di vista psicologico che fisico.

Il termine ha origine anglosassone e viene tradotto in italiano come: terapia con un animale domestico.

 

Ma vediamo un po’ di storia della pet-therapy.

Come ben sappiamo l’uomo fin dall’antichità ha utilizzato gli animali sia per uno scopo lavorativo, di aiuto, affettivo ma ha anche attribuito a loro diversi significati:

  • Nell’era preistorica era presente il culto animista, cioè pratiche religiose in cui venivano attribuite caratteristiche divine agli esseri animali. Ad esempio rappresentavano le divinità con delle parti del corpo di animali, si pensi al Dio babilonese Marduk che era raffigurato con metà corpo di drago e l’altra metà di serpente e veniva celebrato come dio della sagezza.
  • Nell’era egiziana, è possibile trovare il dio Anubi, raffigurato con la testa del cane era il dio dei defunti ed aveva il compito di accompagnare le anime dei morti nell’oltretomba dove avveniva la pesatura del cuore per decidere se l’anima poteva entrare nel mondo dei morti.
  • Durante il cristianesimo gli animali venivano affiancati ai santi, ad esempio San Francesco viene rappresentato insieme agli animali, infatti egli riteneva che tutti gli animali meritavano il rispetto dell’uomo, tanto che lui parlava con loro. Un famoso episodio associato a San Francesco è l’avvenimento del lupo che terrorizzava la città di Gubbio, Francesco riuscì a comunicare con li tenendo a freno la propria ira e facendo tornare la pace in pase.
  • Un altro esempio è riferibile a Sant’Antonio da Padova, ad oggi viene considerato il protettore degli animali domestici, infatti egli interagiva con i pesci quanto gli eretici si rifiutavano di ascoltarlo.
  • Sigmund Freud identificava i bambini simili agli animali, cioè governati da istinti interni sulla base di funzioni biologiche di base. Quando il bambino cresce il genitore cerca di domarlo attraverso delle paure o delle colpe. Secondo l’autore la malattia mentale si sviluppa nell’individuo nel momento in cui gli impulsi animali repressi non trovano nessuna via d’uscita. Inoltre, egli interpretava la presenza degli animali nei sogni come sentimenti inacettabili, ovvero gli animali rappresentano gli impulsi passionali di cui la persona ha paura.

Un aspetto interessante è che Freud era un amante dei cani e molto spesso nelle sue sedute portava con sé uno di loro, nello specifico Jofi che era un Chow Chow.

 

 Grazie alla presenza del suo amico egli si accorse dell’effetto calmante che il cane aveva verso i suoi pazienti e riteneva che fosse in grado di comprendere il loro stato emozionale.

  • Ma solo negli anni ’60 è stato introdotto il termine “pet-therapy” dallo psichiatra infantile Boris. M. Levinson dopo che egli aveva notato gli effetti benefici del suo cane durante le sedute con i piccoli pazienti, infatti i pazienti dopo la visita del cane riportavano dei benefici sia a livello psichico, comportamentale che fisiologico. Ed è proprio grazie a questi effetti che ha deciso di approfondire l’argomento conducendo delle ricerche.
  • In Italia si pratica la terapia dagli anni ’90 dopo il successo avvenuto in America.

La pet therapy In questi ultimi anni viene molto utilizzata sui pazienti di qualsiasi età dai più piccoli agli anziani, affetti da diverse patologie. Da diversi studi scientifici è emerso come il contatto fisico con un animale comporti:

  • un miglioramento della qualità di vita dell’individuo,
  • del proprio stato di salute e del proprio umore in quanto viene stimolata l’ossitocina, un neuropeptide secreto dell’ipotalamo).

Mentre da un punto di vista fisiologico comporta:

  • una riduzione del sangue, dei livelli degli ormoni responsabili della risposta allo stress (cortisolo),
  • un aumento delle quantità di ormoni e neurotrasmettitori in grado di determinare le emozioni positive (l’endorfina e dopamina).

Inoltre, i risultati delle ricerche più recenti dimostrano che specie diverse possano instaurare delle relazioni basate sull’affetto e sull’attaccamento andando così a determinare una regolazione reciproca delle emozioni e dei comportamenti.

In quali situazioni viene utilizzata la pet therapy?

 

La pet therapy ha avuto risultati positivi nel trattamento di disturbi del comportamento, nell’autismo, nella riabilitazione dopo gravi traumi, nel cancro, nella leucemia e malattia coronariche.

Durante lo svolgimento della terapia il paziente che interagisce con l’animale, in questo caso il cane ha il compito di prestargli delle cure, come ad esempio spazzolandolo, oppure giocando con lui, dargli dei comandi e le risposte che l’animale da andranno a stimolare la reazione del paziente.

Oppure in caso di depressione negli anziani, alcune ricerche hanno dimostrato che la presenza del cane nella casa di risposo ha sollevato il morale dell’anziano riducendo sia la pressione del sangue che il battito cardiaco.

Quali sono gli obiettivi della pet therapy?

  • Migliorare le capacità motorie e il movimento articolare
  • Motivare il paziente nel fare gli esercizi
 
  • Aumentare l’autostima
  • Stimolare la comunicazione verbale e le relazioni sociali
  • Sviluppare l’empatia sia verso gli altri ma aiuta anche ad affrontare le altre terapie mediche che vengono sottoposte ai pazienti.

Chi può esercitare la pet therapy?

La pet therapy viene svolta dagli animali e dai loro responsabili che sono stati formati e addestrati

per poter interagire correttamente con gli esseri umani attraverso dei corsi specifici.

Quindi prestate molta attenzione, prima di affidarvi a qualcuno per questo tipo di terapia, perché non si tratta di beneficiare della vicinanza dell’animale ma di una sua attitudine nel saper interagire in maniera adeguata. Perché l’animale non è qui per soddisfare un capriccio ma bensì è qui per offrire un aiuto, è importante apprezzare il loro ruolo e a rispettarli.

Quali sono i cani più adatti al pet therapy?

Prima di tutto è importante tenere in considerazione il carattere del cane, la razza e poi la tipologia del disturbo presentato.

In linea massima è possibile affermare che:

  • Per i problemi di tipo motorio o sensoriale si predispongono i Golden Retrivier, il Labrador e il pastore tedesco per la loro flessibilità e capacità di apprendere poiché è importante che siano in grado di offrire un supporto concreto alla mobilità del paziente.
  • Per malattia terminali o invalidanti, qui richiede la presenza di un cane psicologicamente stabile per poter favorire una positività nel paziente, come ad esempio i cani da pastori che sono affettuosi ma discreti come il Bovaro del Bernese.
  • Per problemi di tipo psichico, quali ansia, depressione, attacchi di panico e di disagio mentale, fondamentale risulta essere la presenza di un cane che sia in grado di stabilire un legame con la persona non solo da un punto di vista affettivo ma anche fisico. In questo caso si può far riferimento al Jack Russell Terrieri, il Cavalier King Charles Spaniel, il Bulldog francese, il Barboncino oppure il Labrador o il Golden Retriever.